Elogio della toRta di mele

La torta di mele è una cosa che vorrei sempre ci fosse in dispensa, accanto al barattolo dei biscotti alla crusca consigliati dalla nutrizionista.
E' una delizia che vorrei trovare ogni mattina, e anche a merenda, e qualche volta dopo cena anche se proprio non si può.
La torta di mele è bionda, morbida e facile da fare. Di solito ha in cima una raggiera di spicchi tagliati male, mentre nelle fotografie delle riviste è lustra e ordinatella come la bimba più brava della classe.
Quando la preparo penso ogni volta di imbarcarmi in un'impresa titanica e invece dopo dieci minuti nemmeno l'impasto è pronto e poi cuoce da sola e bene, senza bruciare, nel forno per poco meno di un'ora, ed esce tutta abbronzata e fragrante e bella piena, sembra il prodotto di un campo in estate che fiorisce nel forno.
Ci metto:
le uova, il latte, lo zucchero, la farina bianca, le mele, qualche volta anche le pere così faccio un mischione con la frutta che sta per andare a male nella fruttiera, a volte le noci, il pangrattato sul fondo della teglia e il burro a fiocchetti sopra.
La mia torta di mele è la cosa più semplice e più antica che si possa immaginare.
Adesso è anche rivoluzionaria.
Non ha la crusca, non ha il carrube, non ha la stevia, non ha la farina ad alto contenuto proteico.

Ha i tuorli, ha il grasso animale, ha il lievito chimico.
La mia torta di mele è eretica.
Sfida chi è triste semplicemente esistendo, profumata e maestosa. Vuole bene alla gente, anche a quella che la rifiuta perché è troppo grassa o troppo antica o troppo raffinata o troppo banale o troppo casalinga o troppo demodé.
Sono tempi duri per i buoni e generosi, ma lei tanto non lo sa, e continua a regalare palcida la sua bellezza al mondo.
Ho deciso di prepararla ogni mattina, sul mio food truck.
La venderò nei mercati, la inserirò nei menu con panini e bibite fresche, la mostrerò nelle alzatine di vetro scintillante per la gioia degli occhi e del cuore di tutti quanti sapranno apprezzarla.
La mia torta di mele piena di tutto quello che deve avere, un manifesto ideologico, in un mondo dove la gente non è che sia veramente cattiva, è solo che mangia cose che non sono abbastanza buone.


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