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In cammino

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 Sono in attesa di una cena d'asporto indiana, dal ristorante Sonia Bar Ristorante Indiano. Si chiama proprio così. Sono a Vergiate (VA), in un appartamento per affitti brevi scovato su Booking e immerso in una fitta coltre di vegetazione che in qualche km di saliscendi nel fango e tra i tronchi ti porta al lago di Comabbio (VA). La frizione della macchina ha cominciato a fischiare tipo arbitro alla finale del mondiale di lotta libera Neonazi-Picchiatori e sono bloccata qui, in attesa di sapere, domani, di cosa si tratti. Potrebbe essere - dice Google- un obbligatorio cambio blocco frizione da mille euro, così come il grasso che non c'è più (almeno lì), un cuscinetto sgonfio o un componente esausto e spompo dopo tredici anni di onorato servizio.  Così sono ferma in questa casetta ad odorare le piante umide di pioggia, a pensare a me e alla mia vita un po' strana, a guardare in TV il concerto del Primo Maggio per criticare Ambra e i giovani trapper e cantare "La guerra ...

Dire di no

Non ho ancora capito come si faccia a dire di no. Leggo qualche volta frasi motivazionali e articoli di pseudopsicologi su quanto sia importante dare la priorità a se stessi, perché nessuno si fa in quattro per te come tu fai per gli altri. E di come sia fondamentale comprendere che non si può accontentare tutti compiacendoli, perché nessuno davvero vuole compiacere te. Però mi chiedo: se esistono questi articoli forse non c'è una sola persona al mondo che si mette per ultima e dice sì a tutti gli altri, senza ricevere nulla in cambio. Ce ne saranno almeno qualche migliaio, no?  O l'unica sfigata alla quale questi tizi si rivolgono sono io?   Impossibile. Sarei - sempre secondo questi articoli -  una narcisista egomaniaca a pensarlo. E dunque non potremmo far incontrare i poveri cenci come noi che si danno a mille, con altri cenci come noi della stessa risma? Invece che farci incontrare con persone che prendono, prendono e basta? No. Perché pare esista questa famiger...

...dov'eravamo rimasti?

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 L'avvento nefasto di Facebook mi ha fatto credere che potessi scrivere post sul social senza che questo inficiasse la mia capacità di scrittura. Mi sbagliavo. La inficia, la inficia. E la inficia anche l'aver creduto che potessi vivere una vita abbastanza lineare, normale, liscia, senza quelle dispettose grinze date dai graziosi ostacolucci della vita quali tradimenti, lavori di merda, morte dei parenti e devastazione mondiale.  Oh, io ci ho provato. Ho provato ad avere un lavoro fisso, una casa rispettabile di proprietà, una relazione stabile che durasse in eterno, giorni organizzati scandendo sveglie e lavatrici. Per un po' di tempo ho anche pensato mi ci sarei trovata bene, ma poi PUF! O meglio, SBADABRANG, tutto è andato a gambe all'aria. Mi sono imbarcata in avventure folli, ho aperto e poi chiuso la mia azienda di food truck e catering in piena pandemia, e chiusa non perché non andasse più così bene (anzi, le mie costoline al friggione popolano ancora i sogni di ...

Bon da Bon

Il primo evento con il food truck si avvicina,  ieri sera con mia sorella Benny, socia e compagna di avventure, abbiamo stilato una lista per organizzare tutto al dettaglio.  Risultato: siamo in preda al casino più totale con particolare buco nero entropico previsto per giovedì mattina, quando ci ritroveremo alle 11, post spesona atomica per approvvigionamento, a pelare, tagliare e "mettere a sudare" kg 20 di cipolle per il friggione*, il tutto mentre impastiamo circa 8 kg di torte varie e farciamo 18 polpettoni. Il tutto mentre cerchiamo di spingere a manoni la pachidermica macchina burocratica che ci permetterà di fregiarci del titolo di ambulanti. Ma ce la possiamo fare.  Siamo cariche, in tutti i sensi. Litri e litri di lattine di coca fanta panini birra coca coca panini birra come nei migliori Intercity di Caracas. Pentoloni a sobbollire, manuali HACCP da compilare.  Cose che possono andare storte: mille miliardi. E se il meteo persevera con q...

Elogio della toRta di mele

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La torta di mele è una cosa che vorrei sempre ci fosse in dispensa, accanto al barattolo dei biscotti alla crusca consigliati dalla nutrizionista. E' una delizia che vorrei trovare ogni mattina, e anche a merenda, e qualche volta dopo cena anche se proprio non si può. La torta di mele è bionda, morbida e facile da fare. Di solito ha in cima una raggiera di spicchi tagliati male, mentre nelle fotografie delle riviste è lustra e ordinatella come la bimba più brava della classe. Quando la preparo penso ogni volta di imbarcarmi in un'impresa titanica e invece dopo dieci minuti nemmeno l'impasto è pronto e poi cuoce da sola e bene, senza bruciare, nel forno per poco meno di un'ora, ed esce tutta abbronzata e fragrante e bella piena, sembra il prodotto di un campo in estate che fiorisce nel forno. Ci metto: le uova, il latte, lo zucchero, la farina bianca, le mele, qualche volta anche le pere così faccio un mischione con la frutta che sta per andare a male nella fruttier...

Un fuoco d'artificio

E' cambiato tutto.  Blogspot è cambiato, non mi fa più accedere al vecchio blog. E' cambiata la password, è cambiato l'account, allora cambio tutto.  Ho cambiato lavoro duecento volte ma questa volta per davvero e definitivamente e con stridor di denti, perché non si può stare in un posto in cui non ci si sente bene, non ci si sente apprezzati, in cui sembra di combattere per un pugno di mosche, in cui sembra che ci si stanchi tantissimo per niente e in cui, soprattutto, non c'è più passione. Che vi devo dire, ragazzi. In un mondo che va abbastanza a puttane, abbastanza all'indietro, abbastanza alla "meno faccio e meglio è", "più son furbo e meglio è", in un mondo di opportunismo e apparenza, beh, io ho capito di essere io.  Appassionata. Positiva. Buona. Rompicoglioni. Giustiziera della notte. Ansiosa che i soldi non siano abbastanza. Amante dei panini alla coppa. Ma soprattutto: sincera. E ogni persona, situaz...