Bon da Bon

Il primo evento con il food truck si avvicina, 
ieri sera con mia sorella Benny, socia e compagna di avventure, abbiamo stilato una lista per organizzare tutto al dettaglio. 
Risultato: siamo in preda al casino più totale con particolare buco nero entropico previsto per giovedì mattina, quando ci ritroveremo alle 11, post spesona atomica per approvvigionamento, a pelare, tagliare e "mettere a sudare" kg 20 di cipolle per il friggione*, il tutto mentre impastiamo circa 8 kg di torte varie e farciamo 18 polpettoni. Il tutto mentre cerchiamo di spingere a manoni la pachidermica macchina burocratica che ci permetterà di fregiarci del titolo di ambulanti.
Ma ce la possiamo fare. 

Siamo cariche, in tutti i sensi.
Litri e litri di lattine di coca fanta panini birra coca coca panini birra come nei migliori Intercity di Caracas.
Pentoloni a sobbollire, manuali HACCP da compilare. 
Cose che possono andare storte: mille miliardi.
E se il meteo persevera con questo andazzo a metà tra l'incazzato nero e il brace yourself: winter is coming, 
e se non viene nessuno
e se il truck non passa dal cancello della fiera (! e da qui si evince che neppure quattro tazze di Xanax potrebbero mai risanare la nostra ansia)
e se il polpettone si secca
e se e se e se...
e chissenefrega.
Una cosa e una soltanto ci sta facendo andare avanti finora, tra permessi che non arrivano, spese impreviste, spese che dovevano essere di euro tot e si sono rivelate di euro duemila e tot, incompetenti che ci rallentano il cammino, malvagi che cercano di sbarrarcelo, invidiosi che ce lo sbocconcellano. Un solo pensiero ci sta permettendo di continuare:

E se invece dovesse andare tutto bene?

Se andasse tutto bene saremmo felici. 
E per noi, andare tutto bene significa cucinare il buon cibo che abbiamo intenzione di vendere.
Ascoltare la radio mentre mescoliamo il friggione*.
Ridere come delle matte chiudendo tortellini.
Preparare caffè e cappuccini e porgerli alle persone mezze assonnate al mercato.
Spargere il profumo di torta di mele, lasagne e polpette a km di distanza.
Questo, sarebbe andare tutto bene. 
E allora anche tutto il resto magicamente si sistemerebbe. 

Noi ci crediamo. Siamo pazze? Può essere, ma non provarci sarebbe ancora più folle. 
Che dite, ho imparato bene la comunicazione positiva? Il mio mentore non è Steve Jobs -anche perché mai fidarsi di un crudista - , ma nostra nonna Mariù.
Una che indietro non si è mai tirata, nemmeno quando a 80 anni e dopo una quadrupla emorragia cerebrale ha continuato a presentarsi sui palcoscenici recitando monologhi a memoria.
Una che sul letto di ospedale, una settimana prima di lasciarci, mi ha sussurrato "in primavera allora prepariamo uno spettacolo di autrici contemporanee di quattro generazioni diverse. Tu lo scrivi, io lo recito. Poi se vuoi canti anche dei pezzi della Vanoni, ok?"
e io le dissi
"ma nonna, il mio sogno sai qual è? Fare da mangiare. Preparare i tortelloni e insegnarli nei corsi di cucina! Cucinare sempre!"
e lei ha sorriso e ha detto "allora è deciso, dovrai farlo, dovrai essere felice".

Vi aspettiamo allora, per cercare di essere felici insieme. 

Il nostro truck si chiama Bon da Bon- street food bolognese e lo trovate il 18 e 19 maggio ad Alfonsine (Ravenna).
Sì, la stessa Alfonsine che mi ha portato tanti amici, tanta gioia, tanta fortuna anche nella mia avventura letteraria. 
Ma questa è un'altra storia.

Ci vediamo là!!




Commenti

  1. In bocca al lupo ragazze ve lo meritate!!!
    Coraggiose, determinate, belle, brave.....potrei andare avanti all infinito.....congratulazioni!!!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

In cammino

Elogio della toRta di mele

Un fuoco d'artificio